Questo testo intitolato "Emorragia" é un capito del libro "Sud Altrove" scritto da Nicola Casile. "Emorragia" parla di giovani Italiani del Sud -particolarmente dalla Calabria- che si trasferiscono al Nord per vari motivi.
L'autore innanzitutto parla di ricchezza d'Italia, e spiega il "boom economico" degli anni sessanta che ha avuto diversi effetti sul Nord e sul Sud. Dice che perché il Sud é rimasto più povero, naturalmente le persone si sono trasferite al Nord, però spiega che oggi, questi migranti sono giovani di famiglie ricche. Questi migranti non si muovono solo per guadagnarsi per da vivere come gli emigranti che vengono dall’estrero, ma si muovono per studiare, lavorare in migliori condizioni, insomma, per vivere meglio, ovvero che non sono obbligati a migrare come maggior parte degli emigranti, e non vogliono chiamarsi migranti. L'autore anche considera la situazione dei emigranti nel Nord e nel Sud. Sorprendentemente rivela che al Nord gli emigranti sono più integrati che al Sud. Infine spiega che questo concetti che divide la comunità, come emigranti e migranti non sarà necessario di usare in una comunità unita.
Penso che le idee dell'autore siano valide. Secondo me, non é giusto di chiamare una persona "migrante" solo perche si é trasferito per studiare o lavorare. Le opportunità per una persona giovane sono molto limitate in un posto sottosviluppato, perciò é naturale muoversi in una città più grande. Questo é anche vero per la Turchia. Infatti, molti studenti lasciano le loro città natali per studiare all'università, e molti rimangono in queste città grandi o si muovono anche in altre città grandi, la maggior parte di essi non ritorna mai alla loro città natali. Come l'autore, Io non vedo questo come una cosa negativa. In una metropoli non c'é indentita’ personale in genere. Non é importante chi é venuto ne’ da dove, infatti l’unica cosa che ha importanza é vivere insieme in armonia. Forse questo é la causa perché al Nord gli emigranti sono più integrati che al Sud. Un posto più sviluppato e più metropolitano é più facile, e c’é più tollerenza.
Concludendo, penso che sia normale e necessario lasciare la propria città natale e scoprire il mondo, così possiamo allargare i nostri orizzonti.
Scrivi qui il tuo commento:
Migrante a me?
Questo testo intitolato "Emorragia" é un capito del libro "Sud Altrove" scritto da Nicola Casile. "Emorragia" parla di giovani Italiani del Sud -particolarmente dalla Calabria- che si trasportano al Nord per vari motivi.
L'autore innanzitutto parla di ricchezza d'Italia. E spiega il "boom economica" degli anni sessanta che abbia avuto diversi effetti sul Nord e sul Sud. Dice che perché il Sud rimasto più povero, naturalmente le persone hanno trasferito al Nord. Però manifesta che oggi, questi migranti sono giovani dai famiglie ricche. Questi migranti non si muovono solo per guadagnarsi per vivere come i emigranti esterni, ma si muovono per studiare, lavorare in meglio condizioni, insomma, per vivere meglio. Ovvero che non sono obbligato di migrare come maggior parte degli emigranti. E non vogliono chiamarsi migrante. L'autore anche considera la situazione di emigranti nel Nord e nel Sud. Sorprendendo rivela che al Nord emigranti sono più integrati che al Sud. Infine spiega che il concetto "straniero" non rimarrò in futuro.
Penso che le idee dell'autore siano valide. Secondo me, non é giusto di chiamarsi una persona "migrante" che si ha trasferito per studiare o lavorare. I opportunità per una persona giovane sono molto limitati in un posto sottosviluppato. Perciò é naturale di muoversi a un più grande città. Questo é anche vero per Turchia. Molti studenti lasciano loro città natali per studiare all'università. Molti rimangono in questi città grandi o anche si muovono altri città grandi. La maggior parte di essi non ritorna mai alla loro città natali. Come l'autore, Io non vedo questo come una cosa male. É possibile che non vogliono chiamarsi migrante, ma in futuro speriamo questi concetti non esisteranno. In un metropolitano non c'é indentite personale in genere. Non é importante chi é venuto da dove. Infatti la unica cosa che tiene importanza é vivere insieme in armonia. Forse questo é la cause perché al Nord i emigranti più integrati che al Sud. Una posto più sviluppato e metropolitano é più facile e anche obbligatorio di essere tollerata.
Concludendo, penso che é normale e necessario di lasciare tua città natale e scoprire il mondo. Così possiamo allargare nostri orizzonti.
Migrante a me?
Questo testo intitolato "Emorragia" é un capito del libro "Sud Altrove" scritto da Nicola Casile. "Emorragia" parla di giovani Italiani del Sud -particolarmente dalla Calabria- che si trasferiscono al Nord per vari motivi.
L'autore innanzitutto parla di ricchezza d'Italia, e spiega il "boom economico" degli anni sessanta che ha avuto diversi effetti sul Nord e sul Sud. Dice che perché il Sud é rimasto più povero, naturalmente le persone si sono trasferite al Nord, però spiega che oggi, questi migranti sono giovani di famiglie ricche. Questi migranti non si muovono solo per guadagnarsi per da vivere come gli emigranti che vengono dall’estrero, ma si muovono per studiare, lavorare in migliori condizioni, insomma, per vivere meglio, ovvero che non sono obbligati a migrare come maggior parte degli emigranti, e non vogliono chiamarsi migranti. L'autore anche considera la situazione dei emigranti nel Nord e nel Sud. Sorprendentemente rivela che al Nord gli emigranti sono più integrati che al Sud. Infine spiega che questo concetti che divide la comunità, come emigranti e migranti non sarà necessario di usare in una comunità unita.
Penso che le idee dell'autore siano valide. Secondo me, non é giusto di chiamare una persona "migrante" solo perche si é trasferito per studiare o lavorare. Le opportunità per una persona giovane sono molto limitate in un posto sottosviluppato, perciò é naturale muoversi in una città più grande. Questo é anche vero per la Turchia. Infatti, molti studenti lasciano le loro città natali per studiare all'università, e molti rimangono in queste città grandi o si muovono anche in altre città grandi, la maggior parte di essi non ritorna mai alla loro città natali. Come l'autore, Io non vedo questo come una cosa negativa. In una metropoli non c'é indentita’ personale in genere. Non é importante chi é venuto ne’ da dove, infatti l’unica cosa che ha importanza é vivere insieme in armonia. Forse questo é la causa perché al Nord gli emigranti sono più integrati che al Sud. Un posto più sviluppato e più metropolitano é più facile, e c’é più tollerenza.
Concludendo, penso che sia normale e necessario lasciare la propria città natale e scoprire il mondo, così possiamo allargare i nostri orizzonti.
Scrivi qui il tuo commento:
Migrante a me?
Questo testo intitolato "Emorragia" é un capito del libro "Sud Altrove" scritto da Nicola Casile. "Emorragia" parla di giovani Italiani del Sud -particolarmente dalla Calabria- che si trasportano al Nord per vari motivi.
L'autore innanzitutto parla di ricchezza d'Italia. E spiega il "boom economica" degli anni sessanta che abbia avuto diversi effetti sul Nord e sul Sud. Dice che perché il Sud rimasto più povero, naturalmente le persone hanno trasferito al Nord. Però manifesta che oggi, questi migranti sono giovani dai famiglie ricche. Questi migranti non si muovono solo per guadagnarsi per vivere come i emigranti esterni, ma si muovono per studiare, lavorare in meglio condizioni, insomma, per vivere meglio. Ovvero che non sono obbligato di migrare come maggior parte degli emigranti. E non vogliono chiamarsi migrante. L'autore anche considera la situazione di emigranti nel Nord e nel Sud. Sorprendendo rivela che al Nord emigranti sono più integrati che al Sud. Infine spiega che il concetto "straniero" non rimarrò in futuro.
Penso che le idee dell'autore siano valide. Secondo me, non é giusto di chiamarsi una persona "migrante" che si ha trasferito per studiare o lavorare. I opportunità per una persona giovane sono molto limitati in un posto sottosviluppato. Perciò é naturale di muoversi a un più grande città. Questo é anche vero per Turchia. Molti studenti lasciano loro città natali per studiare all'università. Molti rimangono in questi città grandi o anche si muovono altri città grandi. La maggior parte di essi non ritorna mai alla loro città natali. Come l'autore, Io non vedo questo come una cosa male. É possibile che non vogliono chiamarsi migrante, ma in futuro speriamo questi concetti non esisteranno. In un metropolitano non c'é indentite personale in genere. Non é importante chi é venuto da dove. Infatti la unica cosa che tiene importanza é vivere insieme in armonia. Forse questo é la cause perché al Nord i emigranti più integrati che al Sud. Una posto più sviluppato e metropolitano é più facile e anche obbligatorio di essere tollerata.
Concludendo, penso che é normale e necessario di lasciare tua città natale e scoprire il mondo. Così possiamo allargare nostri orizzonti.
IL TUO VIDEO FEEDBACK
Documento word da scaricare